Segreteria Regionale "Calabria"

 Il Consigliere Provinciale Omar Minniti interviene sulla rivisitazione degli eventi:

 il Silp  per la CGIL concorda sulla necessità di riconoscere il ruolo svolto dalle Forze dell'Ordine.

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Abbiamo appreso dagli organi di informazione locale che il Consigliere Provinciale Omar Minniti (Rif.Com.), nell'affrontare la discussione inerente la recente intitolazione dell'Arena dello Stretto (splendido anfiteatro situato sul Lungomare "Falcomatà" di Reggio Calabria) al Sen. Ciccio Franco, politico che nel 1970/71 fu a capo della rivolta scoppiata in città quando a Roma decisero che il capoluogo di regione doveva essere Catanzaro, ha posto all'attenzione di tutti la necessità di tener conto, nella rivisitazione storica della rivolta, anche degli operatori delle forze dell'ordine che a causa di quegli eventi persero la vita o rimasero gravemente feriti.

In quel periodo, protrattosi per circa un anno e passato alla storia come "I fatti di Reggio", ebbero luogo gravissimi scontri di piazza per far fronte ai quali fu necessario un massiccio dispiegamento di Forze dell'Ordine.

In una città totalmente militarizzata, che ogni giorno doveva fare i conti con scontri durissimi, devastazioni e barricate, si registrò un numero elevatissimo di feriti (oltre cinquecento poliziotti e carabinieri, dieci dei quali rimasti mutilati e invalidi permanenti) e qualche morto sia tra i manifestanti che tra le FF.OO. Fu posto in essere anche un tentativo di assalto alla Questura con il lancio di bombe molotov.

Il Silp per la CGIL, astenendosi dall’esprimere giudizi sulle intitolazioni di piazze e strade o sull’inaugurazione di steli e monumenti in memoria dei “Fatti di Reggio” e delle persone che quel periodo caratterizzarono – non è di certo un compito che spetta ad un sindacato di Polizia – ha ritenuto doveroso esprimere, attraverso un comunicato stampa, vivo apprezzamento per l'iniziativa del consigliere provinciale Omar Minniti.

Con il medesimo documento il Silp per la CGIL ha richiamato la necessità che sulla questione posta dal cons. Minniti si apra un confronto formale che, lontano da una mera rivisitazione della toponomastica cittadina – sarebbe senza dubbio estremamente riduttiva rispetto alla complessiva portata della argomento – possa portare all’individuazione degli strumenti attraverso i quali riconoscere il ruolo che le Forze dell’Ordine ebbero in un contesto che il tempo ha poi collocato tra gli eventi che hanno fatto la storia di Reggio Calabria, ricordando nel contempo anche quanti di loro con impegno e sacrificio hanno evitato che gli effetti degli scontri assumessero dimensioni ben più gravi sia per la popolazione che per la città di Reggio Calabria.

Nel corso degli scontri persero la vita: il quarantasettenne Brigadiere Vincenzo Curigliano, deceduto a causa di un arresto cardiaco provocatogli dallo schiacciamento di alcune costole patito durante gli scontri; la diciannovenne Guardia di P.S. Antonio Bellotti, in forza al Reparto Celere di Padova, ferito in modo grave alla testa, morì dopo sedici giorni di coma vittima della violenta sassaiola che aveva investito il treno che stava riportando a casa lui ed altri poliziotti.

Per conoscere la storia dei "fatti di Reggio" clicca qui.

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Leggi l'articolo pubblicato il 26 luglio 2006 Leggi l'articolo pubblicato il 2 agosto 2006

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